Puntata del 12 novembre 2024 ospite Lorena Castellaneta
La salute dentale del tuo cane è un aspetto che potresti tendere a sottovalutare. Spesso ci si concentra sull’alimentazione, sull’attività fisica e sui vaccini, ma cosa succede dentro la sua bocca? Un alito cattivo potrebbe essere la punta dell’iceberg di problemi ben più gravi.
Abbiamo approfondito l’argomento con la Dott.ssa Lorena Castellaneta, medico veterinario specializzato in odontoiatria e chirurgia maxillo-facciale. Secondo l’esperta, le patologie orali nei nostri animali sono “molto diffuse e spesso sottovalutate”, anche se i loro problemi dentali sono “molto simili ai nostri”.
Ignorare l’igiene orale del cane non significa solo tollerare un alito sgradevole o accettare la futura perdita dei denti. Significa esporre l’animale a rischi sistemici che possono comprometterne la salute generale.
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ToggleI rischi reali: cosa succede se non si fa la pulizia dei denti
Il pericolo principale che si nasconde dietro tartaro e gengiviti non è il dente che cade, ma l’infezione. La Dott.ssa Castellaneta è stata molto chiara su questo punto: i batteri presenti nelle tasche parodontali e nelle infezioni orali “vanno in circolo” nel flusso sanguigno.
Questo processo, chiamato batteriemia, può portare i batteri a danneggiare organi vitali a distanza. Gli organi più a rischio sono:
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Cuore: le infezioni orali sono correlate a problemi cardiaci.
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Reni: i batteri possono causare o aggravare insufficienze renali.
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Fegato: anche il fegato può essere bersaglio di queste infezioni sistemiche.
In sintesi, una bocca malata può accorciare la vita del tuo cane, causando danni seri a organi fondamentali.
I segnali da non sottovalutare: come capire se il cane ha problemi
Il tuo cane non può dirti se ha mal di denti, ma invia segnali chiari. Secondo la Dott.ssa Castellaneta, i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione sono:
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L’alitosi: l’alito cattivo, a volte definito “pestilenziale”, è il segnale numero uno e non va mai considerato normale.
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Gengive che sanguinano: se noti sangue sui giochi o nella ciotola, la causa è quasi sempre un’infiammazione gengivale (gengivite).
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Modo diverso di mangiare: se il cane “mangia storcendo la testa”, mastica solo da un lato o rifiuta il cibo (specialmente quello duro) che prima amava, è un chiaro sintomo di dolore
Chi sono i cani più a rischio?
Non tutti i cani sono uguali di fronte ai problemi dentali. L’esperta sottolinea che i cani di razza piccola (small e toy) sono “decisamente più predisposti”.
La causa è spesso genetica e anatomica: queste razze hanno una “bocca troppo piccola e denti troppo grossi”. Questo affollamento favorisce l’accumulo di batteri e la rapida progressione della malattia parodontale. Tra le razze più colpite troviamo barboncini, bassotti, maltesi e, in generale, tutti i cani di taglia molto piccola.
La prevenzione a casa: cosa funziona davvero
Mantenere la bocca del cane pulita è un lavoro quotidiano. Ma cosa funziona e cosa no?
I bastoncini dentali funzionano?
I bastoncini per l’igiene orale sono un “ottimo aiuto”, ma ad una condizione fondamentale specificata dall’esperta: vanno dati con costanza e su un dente pulito.
Se il tartaro è già presente in grande quantità, il bastoncino non è in grado di rimuoverlo. Serve solo come azione meccanica preventiva per rallentare la formazione della placca.
Come spazzolare i denti al cane (e cosa usare)
La soluzione più efficace è lo spazzolino. È importante abituare il cane fin da cucciolo. È fondamentale, inoltre, usare prodotti specifici:
Attenzione al fluoro: Non usare mai un dentifricio per umani. La Dott.ssa Castellaneta ricorda che i nostri dentifrici contengono fluoro, che se ingerito in quelle dosi risulta “tossico” per il cane. Esistono dentifrici formulati apposta per loro.
L’alimentazione: crocchette e masticazione
In natura i cani “masticherebbero molto di più”. La masticazione è fondamentale. Le crocchette possono aiutare, ma non tutte: se sono troppo piccole, il cane le ingoia intere; se sono troppo dure, le spezza con la punta del dente senza pulire la superficie. Esistono però formulazioni specifiche studiate per favorire l’azione meccanica di pulizia.
La pulizia professionale (detartrasi): tutto sull’anestesia
Quando il tartaro si è accumulato, l’unica soluzione è la pulizia professionale dal veterinario, chiamata detartrasi (o ablazione del tartaro). Questa procedura solleva il dubbio più grande per i proprietari: l’anestesia.
L’anestesia per la pulizia denti è pericolosa?
Questa è la paura più comune, specialmente per i cani anziani (12-15 anni). La Dott.ssa Castellaneta rassicura i proprietari: i rischi anestesiologici oggi sono “decisamente diminuiti” rispetto al passato.
Il fattore chiave è la presenza di un veterinario anestesista specializzato, che monitora il paziente esattamente come avverrebbe per un umano. Il rischio legato all’anestesia (oggi molto basso se gestito da professionisti) è quasi sempre inferiore al rischio di lasciare un’infezione cronica in bocca che può danneggiare cuore, fegato e reni.
E se il cane è anziano o ha un soffio al cuore?
Contrariamente a quanto si pensi, questi pazienti sono quelli che ne hanno più bisogno. L’esperta conferma che pazienti cardiopatici (anche con un soffio al cuore) o addirittura pazienti oncologici devono fare la pulizia dentale.
Rimuovere il focolaio di infezione dalla bocca è fondamentale per preservare il cuore già affaticato o per non sovraccaricare un sistema immunitario già compromesso dalla malattia o dalle terapie.