Oncologia veterinaria: tumori cani e gatti (sintomi e cure)
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Oncologia veterinaria: riconoscere e curare il tumore nel cane e nel gatto

Puntata del 7 ottobre 2025 ospite Marco Bianchi

Scoprire un nodulo sul proprio cane o notare un cambiamento improvviso nel gatto è una delle paure più grandi per chi vive con un animale. L’oncologia veterinaria è la branca medica che affronta queste malattie, e parlarne con un esperto aiuta a fare chiarezza tra dubbi e paure.

Come spiegato dal Dott. Marco Bianchi, veterinario specialista in oncologia medica presso la clinica Doc Vet di Nerviano, l’obiettivo fondamentale oggi è sempre il mantenimento della qualità della vita del paziente. Basandoci sul suo intervento, esploriamo i sintomi da non sottovalutare, le diagnosi e le terapie disponibili.

I primi sintomi del tumore: come accorgersi che qualcosa non va?

Spesso i primi segnali vengono confusi con la vecchiaia. Il Dott. Bianchi sottolinea però che, sebbene un cane di 10 anni non sia più quello di 6, cambiamenti improvvisi o un rapido declino non sono normali e vanno indagati.

I campanelli d’allarme principali includono:

  • Noduli cutanei: La comparsa di un “bozzo” o un nodulo sotto la pelle è un segnale molto comune, specialmente nel cane.

  • Cambiamenti comportamentali: Un animale che improvvisamente smette di mangiare (soprattutto se è sempre stato affamato) o appare abbattuto e non vuole più fare la passeggiata.

  • Rifiuto del contatto: L’animale cerca di stare da solo o si isola, come per dire “lasciami stare perché c’è qualcosa che non va”.

Linfoma nel cane e nel gatto: segnali specifici

Il linfoma è una malattia molto frequente, specialmente nei gatti, ma si presenta in modo diverso tra le due specie:

  • Nel gatto: È spesso un linfoma addominale, che colpisce il tratto gastrointestinale. I sintomi tipici sono vomito, diarrea e un evidente calo di peso.

  • Nel cane: È più simile a quello umano, definito “multicentrico”. Il primo segno evidente sono i linfonodi ingrossati che il proprietario può sentire al tatto, anche se il cane sembra stare bene e mangia normalmente.

Come si capisce se un nodulo nel cane è un tumore?

L’errore più comune è dare per scontato che sia un lipoma (un tumore benigno) senza aver fatto controlli. L’iter corretto parte dal veterinario di famiglia, che poi indirizza all’oncologo.

La diagnosi si basa su esami specifici:

  1. Ago aspirato: È l’esame più semplice e fondamentale. Permette di analizzare la natura delle cellule del nodulo. È un esame “banalissimo”, che si fa senza sedazione e non è costoso.

  2. Esami del sangue: Possono rivelare alterazioni, ad esempio globuli bianchi molto alti, che fanno sospettare leucemie o linfomi.

  3. TAC (tomografia computerizzata): È una diagnostica di secondo livello, fondamentale per capire se il tumore ha creato metastasi (cioè si è diffuso in altri organi) e per aiutare il chirurgo a pianificare l’intervento.

Trattamenti oncologici: la chemioterapia per cani e gatti

Molti proprietari sono spaventati dalla parola “chemioterapia”, associandola ai pesanti effetti collaterali della medicina umana.

Il Dott. Bianchi chiarisce un punto fondamentale: sebbene i farmaci usati siano spesso gli stessi, i protocolli veterinari sono meno intensi. L’obiettivo primario non è aggredire la malattia a ogni costo, ma preservare la qualità della vita. È raro che l’animale stia male; anzi, deve poter continuare a fare la sua vita normale, come andare al parco. Se dovessero insorgere effetti collaterali (come febbre o perdita di appetito), la terapia può essere immediatamente interrotta o modificata.

Altre terapie disponibili

Oltre alla chirurgia e alla chemioterapia, esistono altre opzioni:

  • Radioterapia: È un trattamento efficace, ma presenta una difficoltà: richiede l’anestesia generale ad ogni singola seduta, perché l’animale deve rimanere perfettamente immobile.

  • Elettrochemioterapia: Una tecnica usata, ad esempio, quando un tumore non è stato rimosso completamente. Combina un farmaco oncologico con un voltaggio elettrico applicato sulla ferita chirurgica per ridurre il rischio di recidiva locale.

Loredana Verga
Author: Loredana Verga

Ultimo aggiornamento: 18/10/2025

Domande frequenti (FAQ)

I segnali più comuni sono noduli cutanei, cambiamenti improvvisi nel comportamento (letargia, perdita di appetito) o, nel caso del linfoma canino, linfonodi ingrossati al tatto.

Non va mai ignorato. Spesso l’esame più semplice, un ago aspirato (rapido e senza sedazione), è sufficiente per capire la natura del nodulo ed escludere o confermare un tumore.

No. Come spiegato dal Dott. Bianchi, i protocolli veterinari sono meno intensi perché l’obiettivo primario è mantenere alta la qualità della vita. È raro che l’animale stia male o perda il pelo.

Il linfoma felino è molto comune e spesso colpisce l’apparato gastrointestinale. I sintomi tipici includono vomito, diarrea cronica e un visibile calo di peso.

Nel cane è spesso “multicentrico”. Il primo segno sono i linfonodi che si ingrossano e diventano palpabili (sotto il collo, ad esempio), anche se il cane può sembrare in buona salute e mangiare normalmente.

Sì, è fondamentale. Si consiglia la sterilizzazione precoce perché i tumori mammari nella gatta sono quasi sempre maligni e molto aggressivi, e la sterilizzazione riduce drasticamente questo rischio.

La sterilizzazione previene i tumori mammari ormono-dipendenti. Si consiglia di farla dopo il primo o il secondo calore, specialmente nelle cagne di taglia grande, per bilanciare prevenzione e corretto sviluppo fisico.

La castrazione previene i tumori testicolari (spesso curabili), ma non previene il tumore alla prostata. Dal punto di vista oncologico generale, la castrazione precoce non è considerata necessaria per la prevenzione.

In questo caso, l’obiettivo della terapia cambia: non si punta più alla guarigione completa, ma alla “palliazione”. Si cerca di rallentare la malattia e garantire la migliore qualità di vita possibile il più a lungo possibile.

Statisticamente sì. Molti cani di razza pura (come Boxer, Bovaro del Bernese, Golden Retriever) sono geneticamente predisposti a specifici tipi di tumori. I meticci hanno meno probabilità di avere queste predisposizioni ereditarie.

Le informazioni presenti su www.quattrozampeinfamiglia.it sono fornite allo scopo di integrare, non sostituire, le indicazioni del veterinario e del professionista di riferimento.

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