Puntata del 28 aprile 2026 ospite Stefano Galassi e Gabriele Gerenzani
Durante una puntata del nostro programma, abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Galassi, fondatore e anima dell’Associazione Le Camelie, e Gabriele Gerenzani, suo consulente legale. Attraverso le loro parole, abbiamo esplorato la realtà di un rifugio che si dedica con passione e sacrificio al recupero di animali in difficoltà, con un’attenzione speciale per i più fragili: i cani anziani e quelli affetti da patologie.
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ToggleCos’è l’Associazione Le Camelie e perché questo nome
L’Associazione Le Camelie è un’organizzazione di volontariato situata a Cerniago, in provincia di Pavia, che si impegna attivamente nella lotta contro il randagismo. La sua missione principale è recuperare cani abbandonati, offrendo loro cure, riabilitazione e una speranza per il futuro. Ma da dove nasce questo nome così particolare? Ce lo spiega direttamente il fondatore, Stefano Galassi: “Prima di dedicarmi interamente agli animali, facevo il giardiniere. Ho sempre ammirato la pianta delle camelie perché è una delle più belle della botanica. È una pianta molto particolare e resistente. Così, quando ho fondato l’associazione nel 2018, ho deciso di darle questo nome, un simbolo di natura e forza”. Questa scelta riflette perfettamente la tenacia e la dedizione con cui l’associazione affronta ogni giorno le sfide del volontariato.
La specializzazione nel recupero di cani anziani e con patologie
Una delle caratteristiche che rendono unica l’Associazione Le Camelie è la sua specializzazione nell’accoglienza di cani che spesso vengono trascurati da altri: gli anziani e quelli con problemi di salute. Molti di loro arrivano da canili dove avrebbero poche possibilità di adozione. Stefano e il suo team scelgono di dare loro una seconda, e spesso ultima, possibilità di vivere con dignità.
Come vengono gestiti i cani anziani
La gestione dei cani anziani richiede sensibilità e competenza. Come sottolinea Stefano, questi animali hanno esigenze uniche ma anche grandi qualità che facilitano il loro inserimento:
- alto spirito di adattamento: un cane anziano ha un vissuto che lo rende spesso più equilibrato e con meno esigenze rispetto a un cucciolo
- carattere definito: il suo carattere è già formato, il che rende più semplice capire la sua compatibilità con altri animali o persone
- inserimento mirato: prima dell’arrivo, l’associazione studia il comportamento del cane, anche attraverso video, per inserirlo nel gruppo più adatto ed evitare conflitti, garantendo un equilibrio nel branco.
Le principali patologie trattate dall’associazione
L’impegno dell’associazione si estende anche a cani con quadri clinici complessi, che richiedono cure costanti e specifiche. Stefano, in qualità di assistente veterinario qualificato, si occupa personalmente della somministrazione di terapie e farmaci. L’associazione è attrezzata per gestire una vasta gamma di problematiche, tra cui:
- patologie cardiache
- malattie infettive mediterranee (come leishmaniosi e filariosi)
- patologie renali e cerebrali
- epilessia
Stefano chiarisce: “Non prendiamo cani aggressivi o con gravi disturbi comportamentali, perché richiedono strutture e competenze più specifiche che non abbiamo e potrebbero rompere gli equilibri del gruppo che per noi è una grande famiglia. Ma per tutto il resto, dalle patologie croniche a quelle più complesse, siamo attrezzati”.
Gli aspetti legali e il ruolo sul territorio
L’attività di un rifugio come quello dell’Associazione Le Camelie non è solo una questione di cuore, ma comporta anche importanti responsabilità legali, gestite con il supporto dell’avvocato Gabriele Gerenzani.
La gestione della responsabilità all’ingresso di un animale
Gabriele Gerenzani spiega che il momento dell’ingresso di un cane nella struttura è cruciale dal punto di vista legale. “Nel momento in cui il cane viene inserito, si trasferisce una responsabilità all’associazione. Per questo è fondamentale raccogliere tutti i dati possibili, sia sanitari che comportamentali. Le persone che si rivolgono a noi devono essere precise e riferire tutto ciò che riguarda la vita del cane”. Questo approccio garantisce una gestione sicura e consapevole di ogni animale ospitato.
Un supporto fondamentale per la pubblica amministrazione
Come evidenziato da Gerenzani, troppo spesso le amministrazioni locali non dispongono di strutture adeguate per gestire il fenomeno del randagismo. “Un’associazione come Le Camelie contribuisce a risolvere questo problema, sopperendo alle lacune degli enti locali, spesso senza ricevere alcun finanziamento pubblico”. Questo rende il loro lavoro ancora più meritorio e indispensabile per il benessere animale sul territorio di Mortara e dintorni.
Come puoi sostenere l’Associazione Le Camelie
Alla domanda su come si possa aiutare concretamente, la risposta di Stefano Galassi è diretta e chiara: l’aiuto più grande è adottare. Offrire una casa a uno degli ospiti del rifugio è il gesto più importante. Tuttavia, ci sono molti altri modi per sostenere la loro missione quotidiana. È possibile contattare l’associazione per donare cibo, farmaci, coperte o fornire un aiuto economico per coprire le ingenti spese veterinarie e di gestione. Ogni piccolo contributo è fondamentale per continuare a salvare vite.
Una missione di cuore e sacrificio
Il lavoro svolto dall’Associazione Le Camelie è un impegno totale, 24 ore su 24, che non conosce pause. La storia di Eva, una femmina di pastore tedesco di 12 anni adottata in età avanzata, è l’emblema della loro missione: anche se ha vissuto solo pochi mesi nella sua nuova casa, ha potuto conoscere l’amore di una famiglia, spegnendosi serenamente. Come dice Stefano, “la soddisfazione e l’amore che dà un cane anziano che ormai non ci crede più, quando lo porti a casa, è impareggiabile“. È questa la vera ricompensa che spinge l’associazione a non arrendersi mai.