Puntata del 5 maggio 2026 ospite Massimo Floris
La pet therapy rappresenta una risorsa straordinaria per migliorare la qualità della vita di persone con disabilità. In questo campo, l’Associazione Ghismo si distingue come un progetto pionieristico e di grande valore umano. Ne abbiamo parlato con il suo fondatore, Massimo Floris, un veterinario molto conosciuto e stimato, responsabile anche del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) a Colle di Bettona, in Umbria, che ci ha raccontato la storia e l’evoluzione di questa incredibile iniziativa.
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ToggleChe cos’è l’Associazione Ghismo e come nasce
Fondata nel 2002, l’Associazione Ghismo è stata una delle prime realtà in Umbria a dedicarsi in modo strutturato alla pet therapy per persone con gravi disabilità. Come racconta Massimo Floris, l’idea è nata da una scelta di cuore: “Il nome nasce da un mio cane, Ghismo, con il quale facevo competizioni. Nel 2002 ebbi un’offerta economica enorme dagli Stati Uniti, ma non avrei mai potuto venderlo. A quel punto dedicai quel risultato e la mia esperienza a costruire questa Onlus”. La missione fin dall’inizio è stata chiara: preparare, educare e, soprattutto, donare gratuitamente cani addestrati a persone e famiglie che ne avevano bisogno, offrendo loro un nuovo motore di entusiasmo per affrontare le sfide quotidiane.
Il funzionamento del progetto: dall’addestramento alla consegna
Il successo dell’Associazione Ghismo si basa su un processo meticoloso che parte dalla selezione del cucciolo e arriva fino al suo inserimento in famiglia. Il lavoro dietro le quinte è enorme e richiede competenza, dedizione e una profonda conoscenza del comportamento animale.
Come vengono scelti i cani?
- Docilità: la caratteristica principale è una spiccata docilità, intesa come la capacità del cane di mettersi a disposizione degli altri.
- Equilibrio: si scelgono cuccioli non inclini ad “attaccare briga” con altri cani, il cui carattere viene poi perfezionato con la socializzazione.
- Collaborazione: è fondamentale una predisposizione a essere collaborativi e dediti all’uomo, elemento che si può notare gli dallo sguardo.
Le fasi dell’addestramento
- Socializzazione precoce: il lavoro inizia fin da cuccioli per abituarli a diversi stimoli e contesti.
- Creazione di versatilità: si evita di creare un legame morboso con l’istruttore, in modo che il cane possa poi essere gestito facilmente da un’altra persona.
- Insegnamento di compiti specifici: ai cani vengono insegnate funzioni pratiche, come raccogliere un oggetto caduto, portare il telefono o camminare a fianco di una sedia a rotelle senza tirare.
- Supporto continuo: l’associazione non si limita ad affidare il cane alla famiglia, ma come ci racconta lo stesso Floris, “Ho affiancato alcune famiglie per lunghi periodi, anche tre anni di lavoro costante seguendoli direttamente nella loro casa, facendo allenamenti e lozioni con il cane per migliorare sempre più il loro rapporto”.
L’impatto della pet therapy sui ragazzi e le famiglie
L’intervento dell’Associazione Ghismo va ben oltre il semplice aiuto pratico. I cani diventano un ponte verso il mondo esterno, abbattendo barriere psicologiche e sociali.
Un supporto per la comunicazione e l’inclusione
Il cane agisce come un catalizzatore sociale. La sua presenza facilita l’interazione con gli estranei, superando l’imbarazzo che spesso accompagna la disabilità. Massimo Floris sottolinea come il cane sia diventato “uno strumento che ha abbattuto qualsiasi barriera di imbarazzo con gli estranei”. Per i ragazzi e le loro famiglie, gli incontri settimanali per l’addestramento diventavano un evento atteso con gioia, vissuto “come se andassero a partecipare alle Olimpiadi”.
Dalla disabilità all’autismo: l’evoluzione del progetto
Con il passare degli anni, l’associazione ha diversificato i suoi interventi, concentrandosi in modo particolare sull’autismo. Grazie alla collaborazione con l’ASL di Assisi, sono stati avviati progetti specifici per bambini autistici dai 3 ai 6 anni, ottenendo risultati eccezionali. “Il cane è riuscito a far breccia nel cerchio dell’autismo di questi bambini”, racconta Floris, usando una metafora potente: “il cane riesce ad aprire la serratura dell’anima di questi bambini”. L’efficacia di questo approccio ha portato l’associazione a presentare i suoi risultati anche in un convegno presso l’ospedale Bambin Gesù di Roma.
Il benessere animale al centro di tutto
Un aspetto fondamentale del lavoro dell’Associazione Ghismo è la tutela del benessere animale. Massimo Floris, in qualità di veterinario esperto in terapia assistita con gli animali, ha sempre messo al primo posto la salute fisica e psicologica dei cani coinvolti. Questo significa garantire che non siano mai sottoposti a stress o forzature. “Non ho mai preteso per ottenere dal cane nulla più di quello che poteva dare naturalmente e senza costrizione”, afferma con decisione. Al di fuori delle sedute, i cani vivono una vita normale, fatta di gioco, svago e riposo.
Conclusione: l’eredità e il futuro dell’Associazione Ghismo
L’esperienza dell’Associazione Ghismo è una testimonianza concreta di come il legame tra uomo e animale possa generare un impatto sociale profondo e positivo. Un progetto che, come lo definisce lo stesso Floris, è “la favola più bella, quella che mi ha arricchito maggiormente sia a livello personale che professionale”. Oggi l’associazione continua il suo lavoro, collaborando anche con l’ENPA di Perugia per un nuovo progetto che mira a riabilitare i meticci del rifugio per inserirli in percorsi di pet therapy, dimostrando che la capacità di donare amore e supporto non conosce razza.