Puntata del 3 dicembre 2025 ospite Massimo Vacchetta
Con l’arrivo dell’autunno, qui nel novarese e in tutto il Piemonte, è sempre più comune imbattersi in uno degli animali selvatici più amati e vulnerabili dei nostri giardini: il riccio. Trovarne uno può suscitare tenerezza, ma anche tanti dubbi su come comportarsi. Per fare chiarezza, abbiamo raccolto i consigli del Dott. Massimo Vacchetta, veterinario fondatore del Centro Ricci “La Ninna” di Novello (CN) e massima autorità nazionale in materia, per creare una guida definitiva su come e quando intervenire per salvare questi preziosi animali.
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ToggleQuando un riccio ha bisogno di aiuto? I segnali da non ignorare
La prima regola è l’osservazione. Un riccio sano è un animale notturno, schivo e reattivo. Tuttavia, ci sono situazioni in cui un intervento umano è non solo necessario, ma vitale. Secondo il Dott. Vacchetta, un riccio ha bisogno di aiuto se:
- È attivo in pieno giorno. I ricci sono creature crepuscolari e notturne; vederli vagare alla luce del sole è quasi sempre un sintomo di malessere o disorientamento.
- Non si chiude a palla. Questo è il suo principale meccanismo di difesa. Se avvicinato non reagisce appallottolandosi, significa che è troppo debole per farlo.
- Appare barcollante, ferito o è riverso su un fianco.
- Si trova su una strada. Anche se apparentemente illeso, va sempre recuperato per evitare che venga investito.
Cosa fare subito se trovi un riccio in difficoltà
Una volta accertato che il riccio ha bisogno di aiuto, agire in modo corretto è cruciale. Il “fai da te” è quasi sempre dannoso.
Il primo e più importante passo è scaldarlo. Un riccio in stato di shock o debolezza va rapidamente in ipotermia, una condizione che può essere letale. È necessario prenderlo con un panno o dei guanti, metterlo in una scatola di cartone e posizionare al suo fianco una bottiglia d’acqua calda avvolta in un asciugamano.
Immediatamente dopo, contatta il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della tua zona. Solo i professionisti possono fornire le cure veterinarie adeguate e iniziare un percorso di riabilitazione per il suo reinserimento in natura.
Cosa fare in autunno se trovi un cucciolo debole e fragile o che pesa meno di 450 g?
Quando l’autunno avanza e le foglie cadono, i boschi, i margini di campi, i giardini e i parchi si popolano di piccoli esseri che cercano riparo e nutrimento. Se ti capita di imbatterti in un cucciolo di riccio da ottobre a dicembre, di giorno o di notte, significa che è sicuramente in difficoltà. Soprattutto se pesa meno di 450 grammi, è necessario intervenire con cura e tempestività:
1. Osserva prima di intervenire
Mantieni la calma e avvicinati lentamente, senza fare rumore. Verifica se il cucciolo è davvero solo: può darsi che la madre sia nei paraggi, nascosta o alla ricerca di cibo. Se è ferito, debole, troppo piccolo per sopravvivere all’inverno come nel caso in cui pesi intorno ai 450 – 500 gr,, allora l’aiuto diventa urgente.
2. Proteggilo dal freddo
Un cucciolo con meno di 450 g ha scarsa riserva di calore: l’autunno può rivelarsi crudele con le temperature che scendono. Avvolgilo delicatamente in un panno pulito e asciutto, meglio se in stoffa naturale morbida (cotone, lino). Usa una borsa termica tiepida (non calda), oppure una bottiglia di acqua tiepida (non bollente), avvolta in un panno, per dargli una fonte di calore. Mantieni il contenitore del trasporto chiuso, ma con piccole aperture per l’aria.
3. Non dargli cibo autonomamente (o almeno non subito)
Un cucciolo così minuto non va alimentato con latte vaccino né con latte intero da soli: potrebbe causargli problemi digestivi. Se hai a disposizione del miele puoi strofinarne una piccola quantità sulle gengive del riccio utilizzando un semplice cotton fioc oppure una piccola quantità di cibo umido per gattini Se hai a disposizione del cibo adeguato (ad esempio formule speciali per cuccioli selvatici — che solo un centro o un veterinario esperto può indicarti), puoi offrirne piccole quantità, ma solo dopo averlo riscaldato e verificato che respiri bene. Meglio evitare di forzarlo a mangiare se non vuole: l’angoscia e lo stress possono peggiorare la sua condizione. Lascia però un po’ di cibo ed acqua in ciotoline basse nella sua postazione in modo che possa magiare liberamente se lo desidera.
4. Contatta al più presto un centro specializzato o un veterinario esperto in fauna selvatica
In Italia esistono centri di recupero (come La Ninna) che si occupano in modo professionale di animali selvatici. Spiega con chiarezza peso, condizioni, luogo del ritrovamento, ora e temperatura ambientale. Se possibile, sposta il cucciolo in un contenitore rigido, forato sui lati per l’ossigenazione, con stoffa morbida sul fondo, e trasportalo con delicatezza.
5. Evita di tenerlo “in casa” come animale domestico
Un cucciolo selvatico ha bisogni specifici — dieta, comportamento, spazio — che non si adattano facilmente alla vita domestica. L’obiettivo sempre deve essere la liberazione, se le condizioni lo permettono, affinché possa tornare a vivere nel suo habitat. Il centro specializzato potrà occuparsi di cure, crescita, eventuale riabilitazione e rilascio.
6. Segui con fiducia e speranza
Anche quando sembra che tutto sia contro di lui — freddo, fame, predatori — un piccolo aiuto può fare la differenza. Ogni gesto di cura, ogni attimo di attenzione, è un seme di speranza. In autunno, attenzioni come queste diventano ancora più preziose: con le giornate che si accorciano e le temperature che calano, i cuccioli più fragili restano in pericolo. Ma quando qualcuno fa il passo di aiutare — anche con pochi gesti — può cambiare un destino.
Cosa mangiano i ricci: l’alimentazione corretta e gli errori da evitare
Nell’attesa che il riccio venga preso in carico dal CRAS, potresti dovergli offrire del cibo. La scelta più sicura è il cibo per gatti, sia umido (paté) che secco (crocchette) queste ultime meglio se ammollate con acqua. Se hai a disposizione del miele puoi strofinarne una piccola quantità sulle gengive utilizzando un semplice cotton fioc,
Errore gravissimo da non fare: non dare mai latte di mucca. I ricci sono intolleranti al lattosio e il latte vaccino può causare loro gravi disturbi intestinali, spesso fatali. Lascia sempre a disposizione una ciotola con acqua fresca.
Come creare un giardino sicuro per i ricci
I nostri giardini possono essere delle oasi preziose o delle trappole mortali. Con pochi accorgimenti, possiamo renderli un luogo sicuro.
Crea un rifugio naturale con foglie e ramaglie
Non avere un giardino eccessivamente ordinato. Un cumulo di foglie secche in un angolo tranquillo è il rifugio ideale per un riccio, specialmente durante il letargo.
Rimuovi i pericoli: pesticidi e robot tagliaerba
L’uso di lumachicidi, pesticidi ed erbicidi è una delle principali cause di avvelenamento. Anche i robot tagliaerba sono estremamente pericolosi e possono causare ferite gravissime.
Offri sempre una fonte d’acqua e cibo
Una ciotola bassa con acqua fresca è un aiuto fondamentale, soprattutto durante le stagioni secche. Lasciare a disposizione delle crocchette per gatti può essere un salvavita, in particolare per i ricci nati tardi che faticano a raggiungere il peso necessario per superare l’inverno.
Ricorda, i ricci sono animali selvatici protetti e non devono essere tenuti in casa o trattati come animali domestici. Il più grande gesto d’amore, come insegna il Dott. Vacchetta, è rispettare la loro natura e aiutarli a tornare liberi.