Cani del sud: la realtà raccontata da un rifugio del nord
banda-bimba

Consigli degli Esperti

Voci autorevoli, professionalità e passione per il benessere animale

Cani del sud: vite in viaggio per avere più visibilità

Puntata del 31 marzo 2026 ospite Marzia Lapi

L’adozione di un cane è un gesto d’amore che cambia due vite, specialmente quando si tratta di cani del sud, animali che spesso provengono da contesti di emergenza e sovraffollamento. Per capire a fondo questa realtà, abbiamo raccolto la testimonianza di Marzia Lapi, responsabile del rifugio UAI (Rifugio Animali Abbandonati) di Milano. Le sue parole, insieme alla toccante esperienza di Corrado Tedeschi, grande sostenitore delle adozioni, ci offrono uno sguardo autentico sulle sfide e le immense gioie legate all’accogliere uno di questi animali.

Da dove arrivano i cani del sud e perché vengono trasferiti?

Con l’espressione “cani del sud” ci si riferisce a cani trasferiti da rifugi e associazioni del sud Italia verso strutture del nord per avere maggiori possibilità di trovare una famiglia. Il flusso di arrivi è costante e rappresenta una vera ancora di salvezza. Marzia Lapi conferma: “Accoglliamo dai 4 ai 6 cani a settimana da associazioni del sud Italia. Ultimamente, tanti dalla Sicilia, dall’Abruzzo e dalla Calabria“. Questi viaggi li aiutano ad avere più visibilità e quindi più possibilità di essere adottati.

Quali sono le principali sfide per i cani del sud?

Il viaggio verso una nuova casa non è sempre semplice. Molti cani del sud sono spaventati, non abituati al contatto umano o all’ambiente cittadino. La loro integrazione richiede pazienza, competenza e strutture adeguate a gestire le loro paure e necessità.

Adattamento all’ambiente urbano

Non tutti i cani sono pronti per un cambiamento così radicale. Il rifugio di Marzia, ad esempio, si trova vicino all’aeroporto, un contesto rumoroso che può essere traumatico per un animale già provato. Per questo, i criteri di selezione per il trasferimento sono cruciali rigorosi:

  • Stato emotivo del cane: si cerca di evitare il trasferimento di cani eccessivamente fobici, per i quali un ambiente urbano risulterebbe troppo stressante.
  • Gestibilità: si privilegiano animali che possano adattarsi più facilmente alla vita in un rifugio cittadino e, in seguito, in una famiglia.
  • Necessità specifiche: cani con problematiche comportamentali complesse richiederebbero un percorso riabilitativo specifico che non sempre è possibile offrire in strutture già piene.

Come aiutare concretamente

Se l’adozione non è una strada percorribile, esistono molti altri modi per sostenere i cani del sud e le strutture che li accolgono. Ogni piccolo contributo può fare una grande differenza:

  • Volontariato: dedicare tempo per le passeggiate, la socializzazione e le pulizie è un aiuto preziosissimo.
  • Donazioni materiali: c’è sempre un disperato bisogno di cibo, coperte, farmaci e prodotti per la pulizia.
  • Supporto economico: le donazioni aiutano a coprire le ingenti spese veterinarie e di trasporto.

Come vengono gestiti una volta giunti a destinazione?

Una volta arrivati a destinazione, per i cani inizia un percorso di riabilitazione e preparazione all’adozione. Il lavoro di operatori e volontari è essenziale per garantire il loro benessere fisico ed emotivo, preparandoli all’incontro con la loro futura famiglia.

Il caso specifico dei molossi

Purtroppo, i canili sono pieni di molossi, cani spesso acquistati senza consapevolezza o per moda, come simbolo di status, e poi abbandonati per l’incapacità e l’irresponsabilità di chi li ha presi. Questi animali soffrono enormemente la reclusione in un box e richiedono una gestione esperta e consapevole.

L’adozione consapevole è la chiave

L’obiettivo finale è trovare la famiglia giusta per ogni singolo cane. Non è la dimensione della casa a fare la differenza, ma la qualità della gestione e il tempo dedicato. Come ricorda Marzia con un esempio illuminante: “Non è tanto la grandezza della casa quanto la grandezza del cuore di chi li adotta”. Un jack russell mal gestito può essere più problematico di un cane corso equilibrato che vive in un appartamento.

L’adozione è un legame che arricchisce

Adottare un cane crea un legame di una profondità unica. Lo testimonia l’esperienza di Corrado Tedeschi con il suo cane Bart: un colpo di fulmine basato su una gratitudine commovente e un affetto incondizionato. “Basta guardare gli occhi dei cani per capire che non ti tradiranno mai,” afferma, sottolineando come la fiducia e la lealtà di un cane adottato siano un dono inestimabile.

Conclusione: una scelta che cambia la vita

Adottare un cane è una scelta di grande responsabilità, un atto d’amore profondo. Significa accogliere un animale che ha già sofferto e accompagnarlo, con pazienza, verso una nuova vita. Come ci ricordano le storie di Marzia e l’entusiasmo di Corrado, è un gesto che non solo salva un cane, ma arricchisce in modo incommensurabile la nostra esistenza, creando un legame unico e indissolubile.

Loredana Verga
Author: Loredana Verga

Ultimo aggiornamento: 09/04/2026

Domande frequenti (FAQ)

Con l’espressione cani del sud ci si riferisce a cani provenienti da rifugi e associazioni del Sud Italia che vengono trasferiti in strutture del nord. Lo scopo di questi trasferimenti è offrire loro maggiori possibilità di trovare una famiglia e, allo stesso tempo, alleggerire la pressione sui canili meridionali, spesso sovraffollati e al collasso.

Secondo la testimonianza di Marzia Lapi, responsabile del rifugio UAI, il flusso di arrivi è costante. Recentemente, la maggior parte dei cani proviene da queste regioni:

  • Sicilia
  • Abruzzo
  • Calabria

Molti di questi cani sono spaventati e non abituati al contatto umano o a un ambiente cittadino. La loro integrazione richiede pazienza e competenza. Un ambiente urbano, come un rifugio vicino a un aeroporto, può risultare rumoroso e traumatico per un animale già provato.

La selezione è un passaggio cruciale per evitare ulteriore stress agli animali. I criteri principali sono:

  • Stato emotivo del cane: si tende a non trasferire cani eccessivamente fobici che non reggerebbero un ambiente urbano.
  • Gestibilità: si scelgono animali che possano adattarsi più facilmente alla vita in rifugio e, successivamente, in famiglia.
  • Necessità specifiche: si valuta se le strutture di accoglienza possono offrire percorsi riabilitativi adeguati a cani con problematiche complesse.

Anche senza adottare, è possibile offrire un aiuto concreto e prezioso. Ecco alcune opzioni:

  • Volontariato: dedicare tempo alle passeggiate, alla socializzazione degli animali e alla pulizia delle aree.
  • Donazioni materiali: i rifugi hanno un costante bisogno di cibo, coperte, farmaci e prodotti per l’igiene.
  • Supporto economico: le donazioni sono fondamentali per coprire le ingenti spese veterinarie e di trasporto.

I canili sono purtroppo pieni di molossi, cani spesso acquistati per moda come “status symbol” e poi abbandonati quando diventano ingestibili. Questi animali soffrono molto la reclusione in un box e richiedono una gestione esperta e consapevole, poiché necessitano di un lavoro educativo specifico fin da cuccioli.

Un’adozione consapevole non si basa sulle dimensioni della casa, ma sulla qualità della gestione e sul tempo dedicato all’animale. Come sottolinea Marzia Lapi, non è tanto la grandezza della casa a contare, quanto la grandezza del cuore di chi adotta. Un cane ben gestito, anche se di grossa taglia, può vivere felicemente in appartamento.

Adottare un cane, specialmente uno che ha sofferto, crea un legame di una profondità unica. Come testimoniato da Corrado Tedeschi, questi animali mostrano una gratitudine commovente e un affetto incondizionato. La fiducia e la lealtà di un cane adottato sono un dono inestimabile che arricchisce l’esistenza di chi lo accoglie.

Una volta giunti a destinazione, per i cani del sud inizia un percorso di riabilitazione e preparazione all’adozione. Il lavoro di operatori e volontari è essenziale per curare il loro benessere fisico ed emotivo, preparandoli al meglio per l’incontro con la loro futura famiglia.

Marzia Lapi è la responsabile del rifugio UAI (Rifugio Animali Abbandonati) di Milano. La sua testimonianza, riportata nel testo, offre uno sguardo autentico sulle sfide e le gioie legate all’adozione dei cani provenienti dal sud Italia.

Le informazioni presenti su www.quattrozampeinfamiglia.it sono fornite allo scopo di integrare, non sostituire, le indicazioni del veterinario e del professionista di riferimento.

Condividi

Le ultime puntate

Michela Pizzi Miciopolis
Ne parliamo con Michela Pizzi, responsabile delle adozioni di Miciopolis Vigevano, un’oasi dedicata all’accoglienza, alla cura e alla tutela dei gatti in difficoltà. Una realtà speciale dove trovano rifugio anche ...
Disabilandia Cristina Casiraghi
In questa puntata incontriamo Cristina Casiraghi, presidente di Disabilandia, il progetto dedicato ai gatti che hanno perso l’uso di una o più zampe o la propria autonomia e che troppo ...
Laura Vaselli quattrozamepinfamiglia radio
Le emergenze possono arrivare quando meno ce lo aspettiamo. Se il nostro gatto ingerisce una sostanza tossica, entra in contatto con una pianta pericolosa, cade dal balcone, viene punto da ...
Laura Vaselli quattrozamepinfamiglia radio
Sai come comportarti se il tuo cane ingerisce un alimento tossico, viene punto da un insetto, entra in contatto con una pianta velenosa o ha un problema causato da un ...