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stress post covid nei cani

Stress post-Covid nei cani: come affrontarlo con serenità

La pandemia da Covid-19 ha cambiato radicalmente le nostre vite e anche quelle dei nostri amici a quattro zampe, creando nuovi stili di vita e abitudini. Molti cani hanno trascorso diversi mesi in casa con i loro padroni, godendo della loro presenza costante e di più attenzioni, ma quando la situazione è tornata alla normalità, molti di loro hanno manifestato sintomi da stress post-Covid, proprio nel momento in cui i proprietari hanno ripreso le loro attività lavorative e la normale vita sociale fuori casa.

Un vero problema di ansia da separazione che, in realtà, si può gestire o addirittura prevenire, seguendo i consigli degli esperti. Per rispondere alle tante domande su come aiutare i cani a superare il periodo post-Covid, abbiamo intervistato il nostro educatore Natale Lo Vetro, il quale ci ha parlato delle sue esperienze e ci ha fornito molti consigli utili per affrontare il post-Covid insieme ai nostri cani.

Perché molti cani soffrono di stress dopo il covid?

Durante il Covid, la vita del cane, così come la nostra è stata improvvisamente sconvolta nel giro di pochissimo tempo, spezzando improvvisamente la sua routine quotidiana e obbligandolo a convivere 24 ore su 24 con la sua famiglia, senza fare le consuete attività e in spazi limitati. Un vero trauma per i cani e i loro padroni, a cui sono state negate la vita sociale, le relazioni e anche la libertà di movimento.

La nuova normalità dopo la pandemia, da alcuni cani è stata vissuta senza particolari difficoltà, mentre in altri casi ha creato un forte stress post-Covid, in particolare in quegli animali che hanno vissuto sempre a stretto contatto con i proprietari.

Dal momento che i cani comunicano in modo diverso dagli umani, per manifestare la loro ansia da separazione o da abbandono, molti hanno iniziato a piangere, a distruggere mobili e suppellettili o ad essere aggressivi sia contro le persone sia contro se stessi con comportamenti autolesionistici.

Questa reazione del cane allo stress post-Covid non dipende dalla sua età né dalla razza, ma piuttosto dal suo carattere. Infatti, ci è capitato spesso di dover intervenire sia su cani anziani sia su cani giovanissimi, ma già profondamente provati da questa situazione del tutto anomala per loro.

Infatti, l’ansia da separazione o da abbandono è uno stato di sofferenza che alcuni cani provano quando vengono lasciati soli o separati dalle persone a cui sono legati. Si tratta di un disturbo comportamentale che può avere diverse cause, tra cui una predisposizione genetica o caratteriale, una mancanza di socializzazione o di stimoli ambientali, un trauma o un cambiamento improvviso nella routine o nell’ambiente e una dipendenza eccessiva dal proprietario, che genera una scarsa autonomia.

stress post-covid cane sul divano

Come si riconosce l’ansia da separazione post-Covid?

I sintomi dell’ansia da separazione post-Covid sono numerosi e dipendono principalmente dalla gravità del problema e dalla personalità del cane.

Di solito, il cane inizia a emettere lamenti, guaiti o abbai persistenti, ad avere comportamenti distruttivi, ad esempio mordendo, graffiando e rosicchiando mobili e oggetti in casa, a urinare o defecare in luoghi insoliti, a provocarsi lesioni, in particolare sulle zampe, ad essere iperattivo o, al contrario, apatico, a rifiutare il cibo o a mangiare ossessivamente e, in certi casi, a vomitare o ad avere la diarrea.

Queste manifestazioni dell’ansia da separazione possono comparire sia prima che il proprietario esca di casa, sia durante la sua assenza, sia al rientro, ed essere accompagnate da alterazioni del battito cardiaco, del respiro o delle pupille o dalla sudorazione delle zampe.

Una situazione che può avere conseguenze negative sul benessere del cane e di tutta la famiglia, ma che può anche trasformarsi in stress cronico, in depressione o in problemi fisici e comportamentali gravi. Dal punto di vista del proprietario, vedere il cane soffrire è un vero tormento e potrebbe dover far fronte anche a danni o a conflitti con i vicini o i proprietari dell’abitazione.

Cosa fare per prevenire lo stress post-Covid nei cani?  

La cosa migliore da fare per prevenire lo stress post-Covid nei cani è cercare di alleviare il più possibile la solitudine, causata dalla separazione, osservando e interagendo con il proprio cane.

Gradualmente e con molta pazienza, è necessario prendersi del tempo per il proprio cane fino a tornare ad avere gli stessi ritmi di vita che si avevano prima della pandemia, a lavorare e anche a lasciare il cane da solo per qualche ora senza che distrugga completamente la casa. Inizialmente si può provare a sparire dalla sua vista per una decina di minuti per poi aumentare progressivamente e arrivare al massimo delle ore che il cane rimarrà da solo.

Per il cane, le abitudini e la sua area di comfort sono essenziali per il suo benessere e una perdita dei punti di riferimento può essere davvero traumatica, soprattutto quando sente che la sua esistenza dipende totalmente dalla sua famiglia umana e dalle persone che lo circondano. Quando l’attaccamento al proprietario diventa una costante, come durante la pandemia, la separazione è ancora più difficile e dolorosa rispetto alle condizioni normali.

stress post-Covid in un cane solo a casa

Come abituare nuovamente il cane al rientro in ufficio?

Dopo aver escluso eventuali cause fisiche o patologie, che possono provocare sintomi simili all’ansia da separazione, è fondamentale rivolgersi a un professionista che sappia valutare obiettivamente la gravità dello stress post-Covid nel cane e il comportamento dell’animale, proponendo le soluzioni o le terapie adeguate.

Un programma di rieducazione del cane, attraverso tecniche comportamentali dolci e poco invasive, che riducano la sua reattività o gli stimoli che scatenano la sua ansia, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Si può, ad esempio, esporre il cane in modo graduale e controllato a quei rumori che fanno aumentare i suoi livelli di ansia, facendoli associare a qualcosa di positivo come un gioco, un premio o una carezza.

È anche importante arricchire l’ambiente e la vita del cane, non solo con cibo e nuovi giocattoli, ma soprattutto con attività fisiche e mentali stimolanti, come la musica, sia prima sia dopo la separazione, e variare la sua routine quotidiana, in modo da evitare che diventi eccessivamente abitudinario e prevedibile. Uno stile di vita vario può aiutare il cane a tollerare meglio le novità e i cambiamenti improvvisi nella quotidianità della famiglia.

A chi rivolgersi in caso di necessità?

Sicuramente gli educatori cinofili e gli addestratori sono tra le figure professionali più adatte per gestire correttamente lo stress post-Covid nei cani e aiutare i proprietari ad affrontare serenamente questa particolare situazione, limitando al massimo i danni e le difficoltà.

Questi professionisti sono in grado di cambiare la prospettiva con cui ci si relaziona con i cani, ponendo un maggiore focus sulle esigenze dell’animale e sulla sua psicologia, perché non hanno un attaccamento affettivo così marcato come i proprietari.

cane che supera lo stress post-covid

Due esempi di cani che hanno superato lo stress post-covid con il tuo intervento?

Nel periodo immediatamente successivo alla fine del lockdown, mi sono capitati diversi casi di cani che soffrivano di stress post-Covid, ma quello che mi è rimasto maggiormente impresso è un piccolo Jack Russel, che tuttora vive con una coppia di avvocati.

La razza Jack Russel è stata creata tantissimi anni fa per la caccia e per interagire con gli esseri umani, così come i maremmani e i collie sono nati per gestire le greggi e il bestiame. Con il tempo, questi cani si sono trasformati in cani da compagnia e ora vivono in appartamenti in città senza poter effettivamente dare sfogo alle loro vere attitudini.

Durante il lockdown, il Jack Russel del mio cliente è rimasto costantemente in casa in compagnia della sua coppia di proprietari e nel momento in cui l’avvocato e la moglie hanno dovuto ricominciare a lavorare e a seguire i loro numerosi impegni, il cane ha iniziato a soffrire di una grave forma di ansia da separazione.

Inizialmente, è stato affidato a un dog sitter, che cercava di alleviare la solitudine portandolo in passeggiata, ma quando i vicini hanno iniziato a lamentarsi per l’abbaio continuo e persistente, i suoi proprietari hanno capito che era necessario far intervenire un educatore cinofilo professionista.

Nel frattempo, il comportamento del cane è diventato sempre più aggressivo e insostenibile, arrivando a distruggere completamente tutti i mobili dell’appartamento, senza che i proprietari potessero fare nulla per bloccarlo.

Il mio intervento, in collaborazione con un altro professionista, ha previsto un cosiddetto “piano di rientro”, obbligando i proprietari a prendersi un periodo di ferie per restare a casa con il cane e educarlo come se fosse appena stato adottato, utilizzando giochi di attivazione mentale e appositi esercizi. Nel giro di qualche settimana, il cane si è nuovamente abituato ai ritmi e agli stili di vita che aveva prima del Covid ed è tornato a comportarsi normalmente.

Un altro caso che mi ha particolarmente colpito è quello di un bellissimo Amstaff di quattro anni, che appartiene a un giovane imprenditore della logistica. Il cane ha passato quasi tutto il periodo del lockdown in giardino, tra giochi e passeggiate in compagnia del suo padrone, ma quando il lavoro in ufficio è ripreso e nonostante il proprietario andasse spesso a trovarlo e gli avesse comprato anche dei giochi, l’animale iniziava a lamentarsi ogni volta che si allontanava da casa e aveva sempre in bocca lo stesso giocattolo quando rientrava.

In questo caso, è stato necessario modificare gli strumenti della gestione del cane, passando dalla pettorina al guinzaglio, introducendo la museruola ed eliminando tutti i giochi. Di comune accordo con il proprietario, ho proposto diversi esercizi per migliorare la relazione e la comunicazione. La museruola è stata utilizzata per garantire la sicurezza del proprietario e delle altre persone con cui il cane poteva entrare in contatto. Anche in questo caso, in poco tempo il cane ha fatto grandi progressi ed è tornato gestibile.

L’ansia da separazione causata dallo stress post-Covid nei cani è un problema serio che può compromettere il benessere del cane e del padrone. Per prevenirlo o gestirlo è importante seguire alcuni consigli pratici che abbiamo elencato in questo articolo. Inoltre, è fondamentale ricordare che i nostri cani sono esseri sensibili e intelligenti, che hanno bisogno di amore, rispetto e comprensione da parte nostra. Solo così potremo affrontare con serenità il post-Covid insieme ai nostri amici a quattro zampe.

Se stai pensando di ADOTTARE UN CANE e vuoi prevenire stress e problemi comportamentali, affidati sempre ai professionisti per una consulenza o per avere consigli utili su come comportarti correttamente con loro.

Loredana Verga
Author: Loredana Verga

Le informazioni presenti su www.quattrozampeinfamiglia.it sono fornite allo scopo di integrare, non sostituire, le indicazioni del veterinario e del professionista di riferimento.

Autore: Natale Lo Vetro

Sono un addestratore cinofilo ENCI, educatore cinofilo FISC e responsabile presso l’associazione Pet Rescue Italia. La mia passione nasce da un serio incidente che ha visto come protagonisti i miei cani Aaron e Zeus. Comincia così la mia carriera cinofila: una corsa contro il tempo per dimostrare che il recupero comportamentale esiste.

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