Puntata del 14 aprile 2026 ospite Ornella Bollina
Incontriamo Ornella Bollina, una figura di riferimento con vent’anni di esperienza nel mondo felino, nota per il suo impegno nel salvare e far adottare soprattutto i gatti del sud Italia. Grazie alla sua profonda sensibilità e a un passato professionale nella selezione del personale e come counselor, Ornella ha creato un sistema efficace per accogliere, curare e trovare la famiglia giusta per felini provenienti da situazioni complesse e urgenti. Il suo lavoro si basa su una rete di volontari fidati distribuiti in tutta Italia, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno, che si fanno carico delle emergenze locali e organizzano le staffette per far portare i gatti alle famiglie con le quali vivranno il resto della loro vita.
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ToggleCome funziona il recupero dei gatti del sud
Il processo che porta i gatti del sud a trovare una nuova casa al nord è un lavoro di squadra coordinato e meticoloso. Tutto inizia quando i volontari che fanno parte della rete di supporto locale della sua associazione e che si trovano su tutto il territorio, dalla Sicilia alla Campania, segnalano a Ornella un gatto in difficoltà. Una volta approvato il recupero, si organizza il viaggio tramite staffette autorizzate. I gatti, che possono essere cuccioli, adulti o anziani, vengono presi in carico da Ornella o dai suoi collaboratori al loro arrivo. A quel punto, o hanno già una famiglia che li aspetta oppure vengono ospitati in stallo in attesa dell’adozione perfetta.
Il processo di preaffido: come scegliere la famiglia giusta
La fase di preaffido è cruciale per garantire il benessere a lungo termine del gatto. Ornella non si limita a consegnare l’animale, ma svolge un’attenta valutazione dei potenziali adottanti, mettendo a frutto la sua esperienza professionale. L’obiettivo è creare un “match” perfetto, capendo le reali motivazioni e la preparazione della famiglia. Come spiega lei stessa, è fondamentale capire perchè vogliono un altro gatto. “A volte rispondono ad esempio che cercano un gatto uguale a quello che hanno appena perso. In questo caso, ad esempio, è d’obbligo approfondire perchè naturalmente non sarà mai lo stesso gatto e le premesse non sono quindi delle migliori”. Questa analisi previene restituzioni e garantisce che anche i gatti del sud più timidi o con un passato difficile possano trovare un ambiente sereno in cui sbocciare.
Le domande chiave dello screening iniziale
Prima ancora della visita a casa, si effettua uno screening veloce, spesso tramite WhatsApp, per avere un quadro generale. Le domande mirano a comprendere aspetti pratici e motivazionali:
- Qual è la motivazione principale che ti spinge a volere un gatto in questo momento?
- Come pensi di gestire l’animale durante le vacanze o le assenze prolungate?
- Chi si occuperà principalmente del gatto in famiglia?
- Sei consapevole che un gatto può avere bisogno di tempo per adattarsi e potrebbe rimanere nascosto all’inizio?
- Ci sono altri animali in casa? Se sì, come sono gestiti?
Cosa si osserva durante la visita di preaffido
La visita a casa è una chiacchierata informale ma approfondita, durante la quale Ornella osserva diversi elementi per valutare l’idoneità della famiglia:
- La reazione all’animale: “Vado col mio cane, Stella, per scelta. Vedo come si approcciano, se si preoccupano del pelo o delle zampe sporche“. Questo rivela il loro reale atteggiamento verso gli animali.
- La rigidità mentale: Si cerca di capire quanto la persona sia disposta ad adattarsi alle esigenze del gatto, che ha sempre una sua imprevedibilità. Una persona troppo rigida potrebbe avere difficoltà con un animale timido o problematico.
- La consapevolezza dei costi: Si valuta se la famiglia è preparata a sostenere le spese veterinarie e di mantenimento.
- La sicurezza della casa: Si verificano balconi, finestre e altri potenziali pericoli per il gatto.
Consigli per l’inserimento di un gatto adulto o timido
L’adozione di un gatto, specialmente se adulto o proveniente da una situazione difficile come molti gatti del sud, richiede pazienza. È uno dei concetti che Ornella cerca di trasmettere con più forza agli adottanti. “Non è sempre facile far capire alle persone che devono dare al gatto appena arrivato nella nostra casa il tempo di adattarsi”. Ogni gatto ha i suoi tempi e forzarlo è controproducente. Bisogna creare un ambiente tranquillo, lasciargli i suoi spazi e permettergli di esplorare e conoscere la nuova famiglia secondo i suoi ritmi.
Il caso di Ryan: quando l’adozione non funziona
A volte, nonostante l’attenta selezione, l’abbinamento non funziona. È il caso di Ryan, un gatto adulto che a casa di Ornella era buonissimo, ma una volta adottato si è trasformato, nascondendosi e diventando aggressivo. La famiglia, alla prima esperienza, non era preparata a gestire una reazione simile. “Sono andata a riprendere il gatto. È entrato nel trasportino senza graffiare, senza niente. Non è colpa di nessuno, è difficile tante volte capire qual è il gatto giusto per la persona giusta“.
La pazienza ripaga: la storia della gatta di Avellino
Altre volte, la perseveranza porta a risultati meravigliosi. È la storia di una gatta bianca, proveniente da una situazione di accumulo, con problemi di salute dovuti alla consanguineità. Adottata da una signora a Mestre, all’inizio sembrava un’adozione destinata a fallire. Ma la sua nuova umana ha resistito, ha curato la gatta e le ha dato tutto il tempo necessario. “La signora è stata bravissima, ha avuto pazienza e ha dato alla gattina il tempo di ambientarsi. Ora è la regina di casa e sta benissimo“.
Gatti con esigenze speciali: FIV, FeLV e disabilità
L’impegno di Ornella si estende anche ai gatti che nessuno vuole: quelli con disabilità o con patologie come la FIV (Immunodeficienza Felina) e la FeLV (Leucemia Felina). È fondamentale fare chiarezza su queste malattie per superare paure ingiustificate. “La FIV è come l’AIDS, non si contagia con il contatto superficiale, ma solo con rapporti sessuali o morsi profondi con scambio di sangue. La FeLV invece è molto più contagiosa, si trasmette anche con la saliva“. Un gatto FIV positivo può vivere una vita lunga e felice, e se è figlio unico o convive con altri gatti FIV, non rappresenta un pericolo. Anche gatti ciechi, neurologici o con tre zampe trovano grazie a lei una possibilità, perché, come conclude Ornella, c’è sempre qualcuno disposto ad amare proprio l’animale più sfortunato.
L’obiettivo finale: migliorare la loro vita
Di fronte ai dubbi e alle difficoltà, la domanda fondamentale che guida ogni scelta è una sola, ispirata dal filosofo Peter Singer: “Gli miglioro la vita o no?“. Se la risposta è sì, allora vale la pena di correre il rischio e far affrontare al gatto il viaggio in staffetta per aumentare le sue possibilità di adozione e di una lunga vita d’amore con una nuova famiglia.