Puntata del 7 aprile 2026 ospite Giorgio Riva
In questa puntata, esploriamo la realtà di ENPA Monza e Brianza, un punto di riferimento per la tutela degli animali. Lo facciamo attraverso le parole del suo presidente, Giorgio Riva, una figura iconica dell’animalismo da oltre 50 anni. Un racconto che parte da una situazione quasi inesistente negli anni ’70 per arrivare a uno dei rifugi più moderni ed efficienti d’Italia, capace di accogliere e curare animali di ogni specie.
Il percorso di Giorgio Riva e del rifugio ENPA Monza e Brianza è iniziato nel 1975, in un contesto molto diverso da quello attuale. “Sono partito dal nulla,” racconta Riva, “ho trovato una situazione praticamente inesistente, c’erano 4 piccoli box dove venivano ammucchiati i cani”. A quell’epoca, la legge permetteva la soppressione degli animali dopo soli tre giorni, una pratica contro cui i volontari lottavano con tutte le loro forze ma con mezzi limitati.
La vera svolta arriva nell’83, quando i canili pubblici passano sotto la gestione delle USL (Unità Socio-Sanitarie Locali). “Siamo stati i primi in Italia a gestire un canile pubblico come associazione animalista,” spiega Riva. Questo ha permesso di cambiare completamente le regole: il canile è stato aperto al pubblico, sono state promosse le adozioni e si è iniziato un lavoro di sensibilizzazione sul territorio. Un percorso lungo e travagliato che, grazie anche al supporto del Comune di Monza, ha portato nel 2015 all’inaugurazione dell’attuale rifugio: “Oggi è considerata una delle più belle e più efficienti strutture per il ricovero di animali che ci siano in Italia”.
Indice dei contenuti
ToggleGli animali ospitati nel rifugio di Monza
Il rifugio ENPA Monza non è solo un canile o un gattile, ma una vera arca che offre cure e assistenza a centinaia di animali. La struttura è stata progettata per dare una risposta concreta a ogni emergenza, accogliendo non solo cani e gatti, ma anche animali da fattoria, domestici e selvatici in difficoltà.
Cani e gatti: numeri e criticità
Il rifugio ospita mediamente un numero controllato di animali per garantirne il benessere.
- Cani: sono circa 50, con un buon ricambio grazie alle adozioni. Tuttavia, emerge una criticità crescente: le cessioni. “C’è una richiesta enorme, purtroppo, di cessioni,” sottolinea Riva, “persone che hanno preso il cane con leggerezza e non vogliono più occuparsene”. Questo fenomeno riguarda spesso cani di razze impegnative che richiedono più tempo per trovare una nuova famiglia.
- Gatti: il numero varia da circa 60 durante l’inverno a 120 in estate, a causa dell’arrivo di numerose cucciolate. Oltre ai gatti domestici, la struttura si occupa della sterilizzazione delle colonie feline, reimmettendo gli animali sul territorio come previsto dalla legge.
Non solo cani e gatti: un’arca per ogni specie
Una delle peculiarità di ENPA Monza e Brianza è la capacità di accogliere animali che altrimenti non avrebbero un posto dove andare. Nel rifugio trovano casa oltre 200 animali:
- Cavalli e pony anziani salvati da maltrattamenti
- Un asino
- Circa 23 tra capre e pecore
- Oltre 25 conigli e 20 porcellini d’India
- Una ventina di topi bianchi, abbandonati su un treno in una gabbietta
- Una 50ina di galline e faraone
- Tre maiali vietnamiti di cui uno, di nome Peter, è stato trovato abbandonato alla fermata dell’autobus alla vigilia di Natale
- Tartarughe terrestri affidate in collaborazione con i Carabinieri Forestali
- 4 alveari di api
“Questi animali hanno alle spalle storie di maltrattamenti, sono anziani, salvati dal macello,” spiega Riva. “Chi si prende un cavallo di 32 anni? Nessuno. Qui vivono benissimo, con ampi spazi e tutte le cure necessarie”.
Un impegno costante: collaborazione e sensibilizzazione
Il successo del modello ENPA Monza si fonda su due pilastri: la stretta collaborazione con le istituzioni e un approccio professionale alla gestione degli animali. Questo ha permesso di creare un sistema virtuoso che va oltre il semplice ricovero.
Il rapporto con le istituzioni
Giorgio Riva sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo con gli enti locali. “Il canile di Monza è quello che è anche grazie ai rapporti che ho avuto con il Comune, che investito moltissimo per la struttura,” afferma. Anche la collaborazione con l’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) è fondamentale. “Abbiamo dei rapporti di collaborazione continua. Non siamo in opposizione, collaboriamo. E questo è molto importante”.
L’ambulatorio veterinario interno
All’interno del rifugio è presente un ambulatorio veterinario dedicato esclusivamente agli animali della struttura. Non è aperto al pubblico, ma garantisce cure costanti e immediate. Qui, tre veterinari si occupano di visite, terapie e, soprattutto, di sterilizzazioni. “Consegniamo solo animali sterilizzati, che siano cani, gatti o conigli,” precisa Riva. Questo è un punto chiave della politica di prevenzione del randagismo portata avanti dall’associazione.
Come sostenere ENPA Monza: volontariato e contatti utili
Il rifugio è una macchina complessa che funziona grazie all’impegno di oltre 230 volontari. Chiunque voglia dare il proprio contributo può farlo, dedicando almeno quattro ore alla settimana in turni fissi sette giorni su sette. Non c’è solo bisogno di accudire gli animali, ma anche di aiuto per la manutenzione, un’attività fondamentale per il mantenimento della struttura.
Per informazioni, visite o per diventare volontari, si trovano tutte le informazioni sul sito www.enpamonza.it
Le visite per le adozioni si svolgono su appuntamento per garantire a ogni potenziale adottante l’assistenza di un volontario specializzato.
Conclusione: un’eccellenza da sostenere
L’ENPA Monza, guidata da Giorgio Riva, non è solo un rifugio, ma un modello di protezione animale che dimostra come passione, professionalità e collaborazione possano fare la differenza. È un luogo dove ogni vita è considerata preziosa e dove centinaia di animali, salvati dall’abbandono e dalla sofferenza, trovano una seconda possibilità. Sostenerlo significa contribuire a un progetto di grande valore civile e umano.