Lega abolizione caccia (LAC): bracconaggio e nuove leggi
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Lega Abolizione Caccia (LAC): la lotta a bracconaggio e nuove leggi

Puntata del 28 ottobre 2025 ospite Raimondo Silveri

L’Italia sta affrontando un momento delicato per la tutela degli animali. La sensibilità pubblica verso la fauna selvatica cresce, ma alcune nuove proposte legislative minacciano di riportare indietro le lancette dell’orologio di decenni. In questo contesto, la LAC (Lega Abolizione Caccia), una delle associazioni animaliste più antiche d’Italia, è in prima linea.

In una recente intervista nel programma “Quattro Zampe in Famiglia”, il Presidente Nazionale della LAC, Raimondo Silveri, ha fatto il punto sulla situazione, denunciando i pericoli e spiegando come ogni cittadino possa concretamente aiutare a contrastare gli illeciti.

Che cos’è la LAC (Lega Abolizione Caccia)?

Fondata nel 1978, la Lega Abolizione Caccia è un’associazione storica che da quasi cinquant’anni si occupa a 360 gradi della salvaguardia dell’ambiente e degli animali.

La sua missione principale è, come dice il nome, l’abolizione dell’attività venatoria, ma il suo impegno si estende alla protezione della fauna selvatica in ogni sua forma e al contrasto del bracconaggio. Nonostante i cacciatori siano diminuiti drasticamente (da 1,7 milioni negli anni ’80 a circa 500.000 oggi), la battaglia non è finita.

Il pericolo delle nuove leggi.

La preoccupazione più grande al momento, come sottolineato da Silveri, riguarda una modifica di legge in discussione al Senato che minaccia di stravolgere la Legge 157/92, pilastro della protezione della fauna. Questo progetto prevede la possibilità di:

  • cacciare in aree demaniali, cancellando le protezioni attuali e permettendo di sparare “ovunque sia proprietà dello Stato”, inclusi parchi pubblici e persino spiagge
  • cacciare specie protette da oltre 30 anni nella speranza di reintrodurre le specie a rischio, come fringuelli e peppole.

Cacciatori e proprietà privata: cosa dice la legge?

Molti cittadini non sanno che, in base all’articolo 842 del Codice Civile, i cacciatori possono legalmente entrare nei fondi privati altrui per esercitare l’attività venatoria.

Tuttavia, la legge pone dei limiti chiari:

  1. Non possono avvicinarsi a meno di 100 metri dalle abitazioni.

  2. Non possono sparare in direzione delle case.

  3. Il proprietario del fondo ha il diritto, in qualunque momento, di chiedere al cacciatore di esibire la licenza di caccia.

Come riconoscere il bracconaggio (e perché è un problema)

Oltre alla caccia legale, esiste il fenomeno dilagante del bracconaggio. Silveri denuncia che “un’altissima percentuale” di chi pratica il bracconaggio è in possesso di regolare licenza di caccia.

È fondamentale saper riconoscere i segnali di questa attività illegale per poterli denunciare. Fai attenzione a:

  • Lacci: Sono la forma più comune. Spesso sono cavetti d’acciaio a scorrimento, posizionati lungo le recinzioni o nei passaggi obbligati degli animali (spesso creati apposta). L’animale, entrando, rimane strozzato.

  • Gabbie trappola e tagliole: Utilizzate per catturare animali di varie dimensioni, dagli uccellini (con le “sep”) ai mammiferi.

  • Foraggiamenti illegali: Piazzole nel bosco dove vengono lasciate grandi quantità di cibo (pane, mais) per attirare i cinghiali e abbatterli facilmente.

Cosa fare se vedi un illecito: la guida alla segnalazione

Se ti imbatti in un cacciatore troppo vicino a casa tua, o se trovi lacci e trappole, è fondamentale intervenire.

  1. Fai una videoripresa: Il Presidente della LAC è chiaro: “è molto meglio la videoripresa” di una semplice foto. Il video documenta l’azione, gli spostamenti e spesso registra anche le conversazioni (minacce o frasi prepotenti).

  2. Non postare sui social: Non pubblicare il video sui social

  3. Invia la segnalazione: Contattare le forze dell’ordine (Carabinieri Forestali) o direttamente la LAC.

  4. L’anonimato è garantito: chi segnala alla LAC rimane “completamente anonimo”, l’associazione prenderà in carico la segnalazione e procederà con la denuncia.

Il dramma dei cani da caccia

La LAC si occupa anche del benessere degli animali “d’affezione”. Un tema dolente riguarda i cani usati per la caccia. Troppo spesso questi animali vivono in condizioni terribili, chiusi in “recinti fatiscenti”.

La situazione, denuncia Silveri, è drammatica: “negli ultimi 2-3 anni, qui in Toscana, ne abbiamo denunciati almeno cinque, persone che hanno sparato ai propri cani” perché “non erano più considerati utili per la caccia”.

Le oasi della LAC e la storia di Lucifero

L’impegno della LAC non è solo di denuncia, ma anche di protezione attiva. L’associazione gestisce diverse oasi e fondi chiusi (grandi aree recintate fino a 100 ettari) dove la caccia è vietata.

In questi rifugi, dotati di laghetti e vegetazione, gli animali selvatici feriti (spesso vittime di bracconaggio o incidenti) vengono curati e reintrodotti. È qui che vive Lucifero, un toro di 1200 kg salvato dal macello, che dopo una vita passata “legato per il naso” ora vive libero ed è la “gioia” dell’oasi.

Come aiutare la Lega Abolizione Caccia

Chiunque voglia sostenere la LAC può farlo in diversi modi:

  • Diventare volontario: L’associazione cerca sempre persone per i campi antibracconaggio e per il monitoraggio.

  • Diventare una Guardia Giurata: La LAC offre corsi per diventare:

    • Guardie Zoofile: Con decreto prefettizio, si occupano di maltrattamento di animali d’affezione.

    • Guardie Ittico-Venatorie: Con decreto regionale, controllano caccia, pesca e inquinamento ambientale.

  • Associarsi: Con una piccola quota si diventa soci e si riceve la rivista dell’associazione.

  • Segnalare: Il modo più diretto per aiutare è tenere gli occhi aperti e segnalare gli illeciti.

Loredana Verga
Author: Loredana Verga

Ultimo aggiornamento: 29/10/2025

Domande frequenti (FAQ)

La LAC è la Lega Abolizione Caccia, una delle associazioni animaliste più antiche d’Italia, fondata nel 1978. Si occupa a 360 gradi della salvaguardia dell’ambiente, degli animali (sia fauna selvatica che d’affezione) e ha come obiettivo l’abolizione della caccia.

Sì, la legge italiana (articolo 842 del Codice Civile) permette ai cacciatori di entrare nelle proprietà private altrui per esercitare l’attività venatoria. È una delle poche categorie a cui è concesso.

Anche se possono entrare, non possono avvicinarsi a meno di 100 metri dalle abitazioni o dagli annessi agricoli. In qualunque momento, il proprietario del terreno ha il diritto di chiedere al cacciatore di mostrargli la licenza di caccia.

Si consiglia di fare una videoripresa con il telefonino, che è più efficace di una singola foto. È importante documentare l’accaduto e segnalarlo alla Polizia Giudiziaria (come i Carabinieri Forestali) o direttamente alla LAC.

Sì, le persone che segnalano attività illecite alla LAC rimangono completamente anonime.

Il bracconaggio è la caccia illegale. Spesso si manifesta con l’uso di trappole, lacci (spesso cavetti d’acciaio nascosti nelle recinzioni), tagliole, o attraverso “foraggiamenti” illegali, ovvero cumuli di cibo (mais, pane, frutta) lasciati nei boschi per attirare animali come i cinghiali.

Per molti cani da caccia, la vita scorre dietro le sbarre di recinti fatiscenti, con poche attenzioni e libertà quasi inesistente. Quando non riescono più a seguire la selvaggina o mostrano segni di stanchezza, il loro destino può essere crudele: abbandono, maltrattamento o, nei casi peggiori, l’uccisione.

Sì, la LAC forma diverse figure di volontariato, tra cui le Guardie Zoofile (che si occupano di animali d’affezione) e le Guardie Ittico-Venatorie (che controllano caccia, pesca e ambiente). L’associazione organizza anche campi antibracconaggio.

È possibile contattare la LAC chiamando il numero 02 477 11 806 o visitando il sito web www.abolizionecaccia.it. È anche possibile associarsi per sostenere l’associazione.

Le informazioni presenti su www.quattrozampeinfamiglia.it sono fornite allo scopo di integrare, non sostituire, le indicazioni del veterinario e del professionista di riferimento.

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